L’odissea di Fortunato
FORTUNATO DEMONTIS nasce a Riola Sardo il 27 dicembre del 1919. Contadino, a partire dal 1940 viene assegnato a vari Reggimenti e Reparti di Artiglieria. Agli inizi del ’43 è trasferito a Tarquinia (VT), in forza alla I Compagnia Paracadutisti, costituita il 1 luglio del ’40 (https://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/Comando-Forze-Operative-Nord/Brigata-Paracadutisti-Folgore/187-Reggimento-Paracadutisti-Folgore/Pagine/la-storia.aspx). Ad agosto del 1943, poco prima dell’armistizio di Cassibile e delle sue tragiche conseguenze, lo troviamo ancora in Friuli, a Gorizia, col 360° Gruppo artiglieria GaF. L’acronimo indica la Guardia alla Frontiera, “forse il meno noto e conosciuto” Corpo “tra tutte le Armi e Specialità che hanno composto l’Esercito Italiano dal 1861 a oggi“, che sostituì gli Alpini nel “pattugliamento e difesa della frontiera” e nel presidio delle sue opere difensive permanenti (https://issuu.com/rivista.militare1/docs/la-guardia-alla-frontiera-testo-2-gm). Comprendeva reparti di Fanteria, Artiglieria e Genio, i quali cercarono – già dal 26 luglio del ’43, giorno successivo alla caduta di Mussolini – di bloccare l’afflusso di truppe tedesche dal Tarvisio e non accettarono di arrendersi ad esse dopo l’8 settembre. Fortunato Demontis viene catturato dai tedeschi il 9/9/1943 a Gradisca d’Isonzo. Come tutti gli 850.000 soldati italiani –ufficiali e truppa– prigionieri dei tedeschi dopo l’armistizio, è destinato a diventare un IMI, un Internato Militare Italiano, cosa diversa da un “normale” prigioniero di guerra, in quanto agli IMI non vengono applicate le garanzie previste dai Protocolli di Ginevra, tra le quali il divieto di impiegarli nel lavoro coatto. A parte l’evasione, c’è un solo sistema per evitare l’internamento nei lager tedeschi sparsi per l’Europa (specie in Germania, Austria, Polonia), ed è quello di “aderire“, ossia di combattere con e per i tedeschi nelle loro formazioni o in quelle della costituenda Repubblica Sociale Italiana (RSI). 650.000 italiani dissero no, e rimasero a languire – generalmente sino alla primavera del 1945 – tra gli stenti dei lager e della galassia dei sottocampi: la fame, il freddo, la fatica disumana nelle cave o nelle gallerie dove si costruivano armi, le esecuzioni sommarie, le malattie, le umiliazioni. Oltre 50.000 tra essi non fecero più ritorno a casa, altri morirono dopo il rientro per le conseguenze fisiche e psicologiche della prigionia. Oggi il loro ruolo resistenziale, spesso eroico, è unanimemente riconosciuto, tanto che sono espressamente citati nella legge che istituisce la Giornata della Memoria (legge 20/2000, n°211). Il poco fortunato Demontis viene trasferito in Germania il 20 ottobre del 1943, e la sua è una vera e propria odissea, come dimostra la sua scheda in https://www.lessicobiograficoimi.it/ qui riprodotta. Fu trasferito in 11 campi tra Austria, Germania e Slovenia; indomito e coraggioso, per quattro volte evase e per quattro volte fu ricatturato ma, incredibilmente, sopravvisse.
“Evaso il 14 gennaio 1944, fu ricatturato il 20 a Oberdrauburg.
Evaso il 6 maggio 1944, fu ricatturato il 14.
Evaso il 7 luglio 1944, fu ricatturato il 10 a Wagrain.
Evaso il 26 agosto 1944, fu ricatturato il 9 settembre a Sankt Veit an der Glan”.
Possiamo immaginare le sue sofferenze e quali fossero le sue condizioni psicofisiche quando finalmente tornò a casa, a giugno del ’45, in una Sardegna nella quale le operazioni belliche erano cessate nella prima metà di settembre 1943. Recatosi a luglio al Distretto Militare di Oristano, come prescritto dalle nome militari, non solo non ricevette l’accoglienza che probabilmente si aspettava, ma fu trattato – come racconta in una nota di protesta che inviò al Comando Generale di Roma – in modo a dir poco scortese e avvilente, specie quando sollecitò il pagamento di quanto gli era dovuto per il periodo della prigionia. Ne nacque un violento alterco col comandante del Distretto, nel corso del quale il soldato affermò – giustamente – che chi non aveva combattuto in quella guerra ( gli “imboscati“) e non aveva patito la prigionia, non aveva idea di cosa davvero significassero. Il Demontis rischiò grosso, perché il Comandante chiese addirittura l’intervento dei Carabinieri e lo accusò di insubordinazione e disobbedienza. Se la cavò invece con una punizione (la cui natura non è specificata nei documenti) “per essersi rivolto direttamente al Comando Generale di Roma“. L’ultima annotazione che lo riguarda ci informa che nel 1960 risiedeva ancora nel Paese natale. A lui, come a tutti gli IMI, vada il nostro pensiero riconoscente.
Le informazioni relative ai periodi precedente e successivo alla cattura e all’internamento sono desunte dal Ruolo e Foglio matricolari custoditi presso l’Archivio di Stato di Oristano, che ringrazio per la gentile, pluriennale e continuativa disponibilità.
Ricerche archivistiche e documentali a cura di Carla Cossu e Giovanni Fenu; testo a cura di Carla Cossu.
Ruolo Matricolare


Notizie sui campi nei quali fu internato Demontis:
Krainsburg Si tratta probabilmente del campo situato a Kraiburg am Inn, in Austria.
Stalag XVIII A Ubicato a Wolfsberg, città della Carinzia, nell’Austria meridionale. Fu attivo dal 1939 al 1945. I prigionieri italiani vi furono internati a partire dal novembre del 43. Approfondimenti al link: https://en-m-wikipedia-org.translate.goog/wiki/Stalag_XVIII-A?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc.
Stalag XVIII A/Z Situato a Spittal an derDrau, sottocampo a 100 km dal precedente.
Niklasdorf Ubicato nella regione austriaca delle Stira, distretto di Leoben.
Leibnitz Situato, come il vicino Graz, ad Aflenz a/d Sulm, in Stiria, sottocampo di Mauthausen; aperto a febbraio 44, per trasferimento di tutti i prigionieri di Ebensee; i prigionieri lavoravano in una cava e in gallerie nelle quali si costruivano parti di armamenti leggeri e pesanti.
Marburgo Situato in Germania, nella regione dell’Assia.
Stalag 317/ XVIII C Situato a Markt Pongau, nei pressi di Salisburgo. Fu necessario ampliarlo con una tendopoli; i prigionieri vennero adibiti al lavoro forzato nelle fabbriche e in agricoltura.
Selzthal Situato in Stiria, campo per fuggitivi.
Scheifling Situato in Stiria, nal distretto di Murau, sul fiume Mur.
Središče ob Dravi Situato nel Nord-Est della Slovenia, al confine con la Croazia.
Murau Situato in Stiria.
Falkendorf Situato in Stiria.


La tendopoli del campo 317/XVIIIC, https://www.lessicobiograficoimi.it/index.php/maps/show/h/84

Lavoro inappuntabile e meritevole di grande considerazione
anche nel ricordo delle persone qui menzionate.
Grazie, Bruno!
Grazie di cuore, Bruno!
Buonasera, anche mio nonno Soragni Afro fu catturato a Gradisca, mi piacerebbe condividere un file in privato.
il file contiene diversi commilitoni e compagni di prigionia
tutti GAF xxii settore catturati agradisca
Buongiorno, mi può contattare a questo indirizzo email: anpi.oristano@gmail.com. Grazie!